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Articolo di Don Filippo Belli

Santa Maria a Novoli: «qui si sta facendo la volontà di Dio»

 

La morte di don Massimo Begliuomini

 

Accanto al letto di don Massimo Begliuomini, parroco a Santa Maria a Novoli dal 1994, c’era da anni un post-it con scritto: «qui si sta facendo la volontà di Dio». Da diversi anni don Massimo era impegnato in una dura lotta con la malattia che lo limitava nel suo bel ministero. Da più di tre mesi ormai era in ospedale a «fare la volontà di Dio» come amava dire. Vi entrò durante la Settimana Santa per uscirvi solo martedì scorso 17 luglio. I medici non gli avevano più dato speranze, e quindi decidemmo di farlo morire sotto il suo campanile. Appena arrivato a casa riebbe un attimo di coscienza, giusto per accorgersi della presenza di diverse persone, prima fra tutte il cardinal Silvano Piovanelli accorso alla notizia, il suo viceparroco, le sorelle Apostole della Consolata che vivono in parrocchia, e alcuni dei suoi amici parrocchiani più stretti. Abbiamo recitato assieme le preghiere per i morenti e poi il santo rosario. All’annuncio del 5° mistero glorioso abbiamo chiesto alla Madonna che lo accogliesse nella gloria dei santi e degli angeli di cui è Regina. In quel momento don Massimo è spirato, e ancora una volta «stava facendo la volontà di Dio». Strano a dirsi, ma questi giorni sono stati uno spettacolo di fede, di amore, di testimonianza attorno a Santa Maria a Novoli. Numerosissime le persone accorse a visitare la salma, a partecipare alle serate di preghiera e testimonianze che hanno scandito i giorni prima del funerali. Sgomento, smarrimento, dolore, rabbia, sono stati vinti o almeno sostenuti dalle parole della fede, dalla liturgia della Chiesa, dalla amicizia cristiana capace di manifestare la compagnia di Gesù alla vita fino ad oltre la morte.

Ho scoperto davvero don Massimo – io che l’avevo conociuto poco – in questi giorni. L’ho scoperto nei volti, nelle lacrime, nelle parole di tantissima gente che non solo gli ha voluto bene, ma che è stata toccata dalla grazia, dall’amore di Dio attraverso il suo ministero. L’ho scoperto nell’unità che aveva coltivato nella sua comunità parrocchiale. L’ho scoperto nella testimonianza di immedesimazione alla morte e alla risurrezione di Cristo che la sua vita ha reso, in modo così evidente e persuasivo.

Grazie don Massimo. Queste parole stampate sulla maglietta dei ragazzi della parrocchia al funerale dicono il sentimento comune per questa vita spesa interamente per Gesù, ovvero per la sua gente.

Venerdì il funerale celebrato dal cardinal Silvano Piovanelli (il nostro arcivescovo impegnato in una visita in Sud America gli ha chiesto di presiedere) insieme all’arcivescovo e suo exrettore di seminario Mons. Gualtiero Bassetti e numerosi sacerdoti, ha visto un grande concorso di popolo grato, commosso, e molto addolorato, ma certo del destino buono che Dio ha riservato a questo suo diletto figlio.

Domenica il vangelo ci ha fatto vedere che Gesù ogni tanto chiamava i suoi apostoli a riposare un poco in disparte con Lui. Siamo certi che questo è ciò che è accaduto in questo frangente a don Massimo:, Gesù lo ha preso in disparte per farlo riposare. Abbiamo anche visto nello stesso vangelo lo sguardo commosso di Gesù alla folla perché erano «come pecore senza pastore» e abbiamo capito che se il Signore non ha fatto mancare la sua presenza di Buon Pastore in questi anni con don Massimo, di certo non abbandonerà il suo gregge a Novoli che insiste nel dire che «qui si sta facendo la volontà di Dio».

 

Don Filippo Belli viceparroco

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