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Caro Massimo

Ciao Massimo, ti ricordo in primis come fratello

Quando ci siamo visti per l'ultima volta purtroppo all'ospedale di Careggi, tu come sempre mi hai accolto con il tuo sorriso, abbracciandomi con vigore , nonostante le tue condizioni fisiche fossero alquanto critiche. Al momento del congedo l'ultimo affettuoso saluto: ciao Carlo! Mi hai riabbracciato e baciato. Quel bacio mi ha fatto pensare: troppo intenso, sembrava che volessi aspirare la vita, la vita che forse tu sapevi che da li a poco sarebbe venuta a mancarti. Uscendo dalla tua camera d'ospedale ero molto perplesso, ma non volevo immaginare che quella sarebbe stata l'ultima volta...Dopo poco più di un mese sei mancato

Vorrei poterti riabbracciare ancora.

A parte le piccole normali scaramucce dell'infanzia, ci siamo sempre voluti bene.

Anche se logisticamente eravamo distanti, eravamo comunque vicini: ci sentivamo spesso per mantenerci informati l'uno dell'altro, per fare quattro chiacchiere sulle quotidianità di ciascuno di noi, piccole cose irrinunciabili che riempivano i nostri cuori fratelli. Difficile adesso farne a meno. Troppo breve il tuo transito terreno!
Al mio dolore si uniscono anche mia moglie Giuseppina e mio figlio Stefano che ti ricordano con molto affetto.

Sei stato un grande parroco,il tuo carisma ha suscitato nei tuoi numerosi parrocchiani affetto e devozione. Naturale evoluzione per un uomo come te che si può riassumere in una frase: veritas et probitas super omnia.

Porterò sempre con me il ricordo dei nostri piccoli grandi gioiosi momenti privati.

Un Bacio Carlo 

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