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Lodi Mattutine Venerdi e Sabato Santo

 

Libretto per le lodi del venerdì e sabato santo Autore Don Massimo Begliuomini

 

Ufficio delle Letture e

Lodi Mattutine

Venerdì
e Sabato Santo


VENERDÌ SANTO

NELLA PASSIONE DEL SIGNORE

 

UFFICIO DELLE LETTURE E LODI MATTUTINE

 

 

V. Signore apri le mie labbra

R. E la mia bocca proclami la mia lode.

 

 

Inno

 

            O Gesù Redentore,

            immagine del Padre,

            luce d'eterna luce,

            accogli il nostro canto.

 

            Per radunare i popoli

            nel patto dell'amore,

            distendi le tue braccia

            sul legno della croce.

           

            Dal tuo fianco squarciato

            effondi sull'altare

            i misteri pasquali

            della nostra salvezza.

 

            A Te sia lode, o Cristo,

            speranza delle genti,

            al Padre e al Santo Spirito

            nei secoli dei secoli, Amen.

 

 

1 ant.   Insorgono i re della terra,

            i potenti congiurano insieme

            contro il Signore e contro il suo Cristo

 

Salmo 2

 

Perché le genti congiurano *

perché invano cospirano i popoli?

 

 

Insorgono i re della terra †

e i principi congiurano insieme *

contro il Signore e contro il suo Messia:

 

<<Spezziamo le loro catene, *

gettiamo via i loro legami>>.

 

Se ne ride chi abita i cieli, *

li schernisce dall'alto il Signore.

 

Egli parla loro con ira, *

li spaventa nel suo sdegno:

<<Io l'ho costituito mio sovrano *

sul Sion mio santo monte>>.

 

Annunzierò il decreto del Signore. †

Egli mi ha detto: <<Tu sei mio figlio, *

io oggi ti ho generato.

 

Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *

e in dominio i confini della terra.

Le spezzerai con scettro di ferro, *

come vasi di argilla le frantumerai>>.

 

E ora, sovrani, siate *

saggi istruitevi, giudici della terra;

servite Dio con timore *

e con tremore esultate;

 

che non si sdegni *

e voi perdiate la via.

Improvvisa divampa la sua ira. *

Beato chi in lui si rifugia.

 

1 ant.   Insorgono i re della terra,

            i potenti congiurano insieme

            contro il Signore e contro il suo Cristo

 

2 ant.  Si dividono le mie vesti

            la mia tunica tirano a sorte.

 

 

Salmo 21

 

<<Dio mio, Dio mio,

perché mi hai abbandonato? †

Tu sei lontano dalla mia salvezza>>: *

sono le parole del mio lamento.

 

Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, *

grido di notte e non trovo riposo.

 

Eppure tu abiti la santa dimora, *

tu, lode di Israele.

In te hanno sperato i nostri padri, *

hanno sperato e tu li hai liberati;

 

a te gridarono e furono salvati, *

sperando in te non rimasero delusi.

 

Ma io sono verme, non uomo, *

infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

 

Mi scherniscono quelli che mi vedono, *

storcono le labbra, scuotono il capo:

<<Si è affidato al Signore, lui lo scampi; *

lo liberi, se è suo amico>>.

 

Sei tu che mi hai tratto dal grembo, *

mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.

Al mio nascere tu mi hai raccolto, *

dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

 

Da me non stare lontano, †

poiché l'angoscia è vicina *

e nessuno mi aiuta.

 

Mi circondano tori numerosi, *

mi assediano tori di Basan.

Spalancano contro di me la loro bocca *

come leone che sbrana e ruggisce.

 

Come acqua sono versato, *

sono slogate tutte le mie ossa.

Il mio cuore è come cera, *

si fonde in mezzo alle mie viscere.

 

E` arido come un coccio il mio palato, †

la mia lingua si è incollata alla gola, *

su polvere di morte mi hai deposto.

 

Un branco di cani mi circonda, *

mi assedia una banda di malvagi;

 

hanno forato le mie mani e i miei piedi, *

posso contare tutte le mie ossa.

 

Essi mi guardano, mi osservano. †

si dividono le mie vesti, *

sul mio vestito gettano la sorte.

 

Ma tu, Signore, non stare lontano, *

mia forza, accorri in mio aiuto.

Scampami dalla spada, *

dalle unghie del cane la mia vita.

 

Salvami dalla bocca del leone *

e dalle corna dei bufali.

Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, *

ti loderò in mezzo all'assemblea.

 

2 ant.  Si dividono le mie vesti

            la mia tunica tirano a sorte.

 

 3 ant. Mi aggrediscono con furore

            quelli che mi cercavano a morte.

 

Salmo 37

 

Signore, non castigarmi nel tuo sdegno, *

non punirmi nella tua ira.

Le tue frecce mi hanno trafitto, *

su di me è scesa la tua mano.

 

Per il tuo sdegno non c'è in me nulla di sano, *

nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.

Le mie iniquità hanno superato il mio capo, *

come carico pesante mi hanno oppresso.

 

Putride e fetide sono le mie piaghe *

a causa della mia stoltezza.

Sono curvo e accasciato, *

triste mi aggiro tutto il giorno.

 

Sono torturati i miei fianchi, *

in me non c'è nulla di sano.

Afflitto e sfinito all'estremo, *

ruggisco per il fremito del mio cuore.

 

Signore, davanti a te ogni mio desiderio *

e il mio gemito a te non è nascosto.

 

Palpita il mio cuore, †

a forza mi abbandona, *

si spegne la luce dei miei occhi.

 

Amici e compagni

si scostano dalle mie piaghe, *

i miei vicini stanno a distanza.

 

Tende lacci chi attenta alla mia vita, †

trama insidie chi cerca la mia rovina. *

e tutto il giorno medita inganni.

 

Io, come un sordo, non ascolto †

e come un muto non apro la bocca; *

sono come un uomo che non sente e non risponde.

 

In te spero, Signore; *

tu mi risponderai, Signore Dio mio.

 

Ho detto: <<Di me non godano,

contro di me non si vantino *

quando il mio piede vacilla>>.

 

Poiché io sto per cadere *

e ho sempre dinanzi la mia pena.

 

Ecco, confesso la mia colpa, *

sono in ansia per il mio peccato.

 

I miei nemici sono vivi e forti, *

troppi mi odiano senza motivo,

mi pagano il bene col male, *

mi accusano perché cerco il bene.

 

Non abbandonarmi, Signore,

Dio mio, da me non stare lontano;

 

accorri in mio aiuto, *

Signore, mia salvezza.

 

3 ant.   Mi aggrediscono con furore

            quelli che mi cercavano a morte.

 

Prima Lettura

 

Cristo sommo sacerdote dei beni futuri entrò una volta per sempre nel santuario, con il proprio sangue.

 

dalla Lettera agli Ebrei (9,11-28)

 

            Cristo invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano di uomo, cioè non appartenente a questa creazione, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna.

            Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte, per servire il Dio vivente?

            Per questo egli è mediatore di una nuova alleanza, perché, essendo ormai intervenuta la sua morte per la redenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata promessa.

            Dove infatti c'è un testamento, è necessario che sia accertata la morte del testatore, perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive.

            Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue.

            Infatti dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la legge, questi, preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issòpo, ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, dicendo: Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha stabilito per voi. Alla stessa maniera asperse con il sangue anche la Tenda e tutti gli arredi del culto. Secondo la legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non esiste perdono.

            Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti fossero purificati con tali mezzi; le realtà celesti poi dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi. Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui.

            In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso.

            E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.

 

Responsorio

 

R. Era come agnello condotto al macello; maltrattato non aprì bocca; fu percosso a morte * per dare la salvezza al suo popolo.

V. Ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi,

R. per dare la salvezza al suo popolo.

 

 

Lettura

 

Dalle "catechesi" di San Giovanni Crisostomo, Vescovo

            (Catech. 3, 13-19; SC 50, 174-177)

 

La forza del sangue di Cristo

 

            Vuoi conoscere la forza del sangue di Cristo? Richiamiamone la figura, scorrendo le pagine dell'Antico Testamento.

            " Immolate, dice Mosè, un Agnello di un anno e col suo sangue segnate le porte" (Es. 12,5). Cosa dici, Mosè? Quando mai il sangue di un agnello ha salvato l'uomo ragionevole? Certamente, sembra rispondere, non perché è sangue, ma perché è immagine del sangue del Signore. Molto più di allora il nemico passerà senza nuocere se vedrà sui battenti non il sangue dell'antico simbolo, ma quello della nuova realtà, vivo e splendente sulle labbra dei fedeli, sulla porta del Tempio di Cristo.

            Se vuoi comprendere ancor più profondamente la forza di questo sangue, considera da dove cominciò a sgorgare e da quale sorgente scaturì. Fu versato sulla croce e sgorgò dal costato del Signore. A Cristo morto e ancora appeso alla croce, racconta il Vangelo, s'avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: ne uscì acqua e sangue. L'una simbolo del battesimo, l'altro dell'Eucarestia. Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove fu scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze. La stessa cosa accadde per l'Agnello: i Giudei sgozzarono la vittima ed io godo la salvezza, frutto di quel sacrificio.

            "E uscì dal fianco sangue ed acqua" (Cfr. Gv 19,34). Carissimo, non passare troppo facilmente sopra a questo mistero. Ho ancora un altro significato mistico da spiegarti. Ho detto che quell'acqua e quel sangue sono simbolo del battesimo e dell'Eucarestia. Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito santo per mezzo del battesimo e dell'Eucarestia. E i simboli del battesimo e dell' Eucarestia sono usciti dal costato. Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva.

            Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l'espressione: "ossa delle mie ossa, carne della mia carne" (Gn. 2,23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la Donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l'acqua e il sangue dal suo costato per formare la chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l'acqua durante il sonno della sua morte.

            Vedete in che modo Cristo unì a se la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio con il proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.

 

Responsorio

 

R. Non a prezzo di cose corruttibili, come argento e oro, foste liberati; ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza macchia. * Per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito.

V. Il sangue di Gesù, Figlio di Dio, ci purifica da ogni peccato;

R. per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito.

 

 

 

1 ant.   Dio non ha risparmiato il suo unico Figlio:

            lo ha dato alla morte per salvare tutti noi.

 

Salmo 50

 

Pietà di me, o Dio,

secondo la tua misericordia; *

nel tuo grande amore

cancella il mio peccato.

 

Lavami da tutte le mie colpe, *

mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa, *

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

 

Contro di te, contro te solo ho peccato, *

quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;

perciò sei giusto quando parli, *

retto nel tuo giudizio.

 

Ecco, nella colpa sono stato generato, *

nel peccato mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore *

e nell'intimo m'insegni la sapienza.

 

Purificami con issopo e sarò mondato; *

lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia, *

esulteranno le ossa che hai spezzato.

 

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *

cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.

 

Non respingermi dalla tua presenza *

e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato, *

sostieni in me un animo generoso.

 

Insegnerò agli erranti le tue vie *

e i peccatori a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *

la mia lingua esalterà la tua giustizia.

 

Signore, apri le mie labbra *

e la mia bocca proclami la tua lode;

poiché non gradisci il sacrificio *

e se offro olocausti, non li accetti.

 

Uno spirito contrito *

è sacrificio a Dio,

un cuore affranto e umiliato *

tu, o Dio, non disprezzi.

 

Nel tuo amore fa grazia a Sion, *

rialza le mura  di Gerusalemme.

 

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *

l'olocausto e l'intera oblazione,

allora immoleranno vittime *

sopra il tuo altare.

 

 

1 ant.   Dio non ha risparmiato il suo unico Figlio:

            lo ha dato alla morte per salvare tutti noi.

 

2. ant.  Gesù Cristo ci ha amato,

            e ci ha lavato da ogni colpa nel suo sangue.

 

Cantico  Ab 3, 2-4. 13a. 15-19

 

Signore, ho ascoltato il tuo annunzio, *

Signore, ho avuto timore della tua opera.

 

Nel corso degli anni manifestala †

falla conoscere nel corso degli anni *

Nello sdegno ricordati di avere clemenza.

 

Dio viene da Teman, *

il Santo dal monte Paran.

 

La sua maestà ricopre i cieli, *

delle sue lodi è piena la terra.

 

Il suo splendore è come la luce, †

bagliori di folgore escono dalle sue mani:

là si cela la sua potenza.

 

Sei uscito per salvare il tuo popolo, *

per salvare il tuo consacrato.

Hai affogato nel mare i cavalli dell'empio *

nella melma di grandi acque.

 

Ho udito e fremette il mio cuore, *

a tal voce tremò il mio labbro,

la carie entra nelle  mie ossa *

e sotto di me tremano i miei passi.

Sospiro nel giorno dell'angoscia *

che verrà contro il popolo che ci opprime.

 

Il fico infatti non metterà germogli 

nessun prodotto daranno le viti, *

cesserà il raccolto dell'olivo.

 

i campi non daranno più cibo, +

i greggi spariranno dagli ovili *

e le stalle rimarranno senza buoi.

 

 

Ma io gioirò nel Signore, *

esulterò in Dio mio salvatore.

 

Il Signore Dio è la mia forza, †

egli rende i miei piedi come quelli delle cerve *

e sulle alture mi fa camminare.

 

2 ant.   Gesù Cristo ci ha amato,

            e ci ha lavato da ogni colpa nel suo sangue.

 

3 ant.   Adoriamo la tua croce, Signore,

            acclamiamo la tua risurrezione:

            da questo albero di vita

            la gioia è venuta nel mondo.

 

Salmo 147

 

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *

loda, Sion, il tuo Dio

Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

 

Egli ha messo pace nei tuoi confini *

e ti sazia con fior di frumento.

Manda sulla terra la sua parola, *

il suo messaggio corre veloce.

 

Fa scendere la neve come lana, *

come polvere sparge la brina.

Getta come briciole la grandine, *

di fronte al suo gelo chi resiste?

 

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *

fa soffiare il vento e scorrono le acque.

Annunzia a Giacobbe la sua parola, *

le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

 

Così non ha fatto con nessun altro popolo, *

non ha manifestato ad altri i suoi precetti.

 

3 ant.   Adoriamo la tua croce, Signore,

            acclamiamo la tua risurrezione:

            da questo albero di vita

            la gioia è venuta nel mondo.

 

Tutti:    Cristo per noi si è fatto obbediente

            sino alla morte,

            e alla morte in croce.

 

 

ant. al Ben.:     Sopra la sua testa era scritta l'accusa:

                        Gesù Nazareno, re dei Giudei.

 

Cantico di Zaccaria  (Lc. 1, 68-79)

 

Il Messia e il suo precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia

ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo,

nostro Padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu bambino,

sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore,

a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo

la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa

del nostro Dio, *

per cui verrà  visitarci dall'alto

un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

 

Ant. al Ben.:    Sopra la sua testa era scritta l'accusa:

                       Gesù Nazareno, re dei Giudei.

 

INVOCAZIONI

 

Gloria e benedizione  a Cristo nostro redentore, che patì e morì per noi, e fu sepolto per risorgere a vita immortale. A Lui con profondo amore innalziamo la nostra preghiera:

Abbi pietà di noi, Signore.

 

Divino maestro, che ti sei fatto per noi obbediente fino alla   morte e alla mostre di croce,

- insegnaci a obbedire sempre alla volontà del Padre.

 

Gesù nostra vita, che morendo sulla croce hai vinto la morte e l'inferno,

- donaci di comunicare alla tua morte per condividere la tua risurrezione.

 

Re glorioso, inchiodato su un patibolo infame e calpestato come un verme,

- insegna a noi come rivestirci di quell'umiltà che ha redento il mondo.

Salvezza nostra, che hai sacrificato la vita per amore dei fratelli,

- fa che ci amiamo come tu ci hai amato.

 

Redentore nostro, che hai steso le braccia sulla croce per stringere a te tutto il genere umano in un vincolo indistruttibile di amore,

-raccogli nel tuo regno tutti i figli di Dio dispersi.

 

PADRE NOSTRO

 

ORAZIONE

 

            Guarda con amore, Padre, questa tua famiglia, per la quale il Signore nostro Gesù Cristo non esitò a consegnarsi nelle mani dei nemici e a subire il supplizio della croce. Per il nostro Signore.

 

SAC.    Andate in Pace                        TUTTI.  Rendiamo grazie a Dio

 

 

 

SABATO SANTO

 

UFFICIO DELLE LETTURE E LODI MATTUTINE

 

 

V. Signore, apri le mie labbra

R. e la mia bocca proclami la tua lode.

 

INNO

            O Gesù redentore,

            immagine del Padre,

            luce d'eterna luce,

            accogli il nostro canto.

           

            Per radunare i popoli

            nel patto dell'amore,

            distendi le tue braccia

            sul legno della croce.

 

            Dal tuo fianco squarciato

            effondi sull'altare

            i misteri pasquali

            della nostra salvezza.

 

            A te sia lode, o Cristo,

            speranza delle genti,

            al Padre e al Santo Spirito

            nei secoli dei secoli amen.

 

1 ant. Tranquillo mi addormento,

           e riposerò nella pace.

 

Salmo 4

 

Quando ti invoco, rispondimi,

Dio, mia giustizia: †

dalle angosce mi hai liberato; *

pietà di me, ascolta la mia preghiera.

 

Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *

Perché amate cose vane e cercate la menzogna?

 

 

Sappiate che il Signore fa prodigi

per il suo fedele: *

il Signore mi ascolta quando lo invoco.

 

Tremate e non peccate, *

sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.

 

Offrite sacrifici di giustizia *

e confidate nel Signore.

 

Molti dicono: <<Chi ci farà vedere il bene?>>. *

Risplenda su di noi, Signore,

la luce del tuo volto.

 

Hai messo più gioia nel mio cuore *

di quando abbondano vino e frumento.

 

In pace mi corico e subito mi addormento: *

tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.

 

1 ant. Tranquillo mi addormento,

           e riposerò nella pace.

 

2 ant. Nella speranza la mia carne riposa.

 

 

Salmo 15

 

Proteggimi, o Dio: *

in te mi rifugio.

Ho detto a Dio: <<Sei tu il mio Signore, *

senza di te non ho alcun bene>>.

 

Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, *

è tutto il mio amore.

 

Si affrettino altri a costruire idoli: †

io non spanderò le loro libagioni di sangue, *

né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

 

 

 

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: *

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, *

è magnifica la mia eredità.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; *

anche di notte il mio cuore mi istruisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore, *

sta alla mia destra, non posso vacillare.

 

Di questo gioisce il mio cuore, †

esulta la mia anima; *

anche il mio corpo riposa al sicuro,

 

perché non abbandonerai la mia vita

nel sepolcro, *

né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

 

Mi indicherai il sentiero della vita, †

gioia piena nella tua presenza, *

dolcezza senza fine alla tua destra.

 

2 ant. Nella speranza la mia carne riposa.

 

3 ant. Apritevi, porte antiche

          ed entri il re della gloria!

 

Salmo 23

 

Del Signore è la terra e quanto contiene, *

l'universo e i suoi abitanti.

E` lui che l'ha fondata sui mari, *

e sui fiumi l'ha stabilita.

 

Chi salirà il monte del Signore, *

chi starà nel suo luogo santo?

 

Chi ha mani innocenti e cuore puro, †

chi non pronunzia menzogna, *

chi non giura a danno del suo prossimo.

 

 

Otterrà benedizione dal Signore, *

giustizia da Dio sua salvezza.

Ecco la generazione che lo cerca, *

che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

 

Sollevate, porte, i vostri frontali, †

alzatevi, porte antiche, *

ed entri il re della gloria.

 

Chi è questo re della gloria? †

Il Signore forte e potente, *

il Signore potente in battaglia.

 

Sollevate, porte, i vostri frontali, †

alzatevi, porte antiche, *

ed entri il re della gloria.

 

Chi è questo re della gloria? *

Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

 

3 ant. Apritevi, porte antiche

          ed entri il re della gloria!

 

 

V. Giudica la mia causa e salvami:

R. nella tua parola fammi vivere.

 

Prima Lettura

 

Dalla lettera agli Ebrei (4, 1-16)

 

            Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso.

Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato.

            Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo.

            Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo!

            Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza, egli fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo in Davide dopo tanto tempo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!

            Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. E` dunque riservato ancora un riposo sabbatico per il popolo di Dio. Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa anch'egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie. Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

            Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.

            Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.

Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.

            Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato.

            Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.

 

 

Responsorio

 

R. Deposero il Signore nella tomba, e rotolata una gran pietra sulla porta del sepolcro, la sigillarono, * e misero guardie a custodire il sepolcro.

V. Si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti,

R. e misero guardie a custodire il sepolcro.

 

 

 

 

 

Seconda Lettura

 

Da un'antica "Omelia sul Sabato Santo"

(PG 43, 439. 451. 462-463)

 

La discesa agli inferi del Signore

 

            Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.

            Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

            Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: "Sia con tutti il mio Signore". E Cristo rispondendo disse ad Adamo: "E con il tuo spirito". E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: "Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.

            Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati,  tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effigie, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.

            Per te io, tuo Dio, mio sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.

            Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati.

            Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.

            Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei  cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.

            Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli".

 

Responsorio

 

R. Si è allontanato il nostro pastore, la fonte di acqua viva, alla cui morte si è oscurato il sole. Colui che teneva schiavo il primo uomo è stato fatto schiavo lui stesso: oggi il nostro Salvatore ha abbattuto le porte e le sbarre della morte.

V. Ha distrutto la prigione dell’inferno, ha rovesciato la potenza del diavolo;

R. oggi il nostro Salvatore ha abbattuto le porte e le sbarre della morte.

 

 

1 ant.   Canteranno su di lui il lamento,

            come per un figlio unico:

            l'innocente, il Signore, è stato ucciso.

 

Salmo 63

 

Ascolta, Dio, la voce del mio lamento, *

dal terrore del nemico preserva la mia vita.

Proteggimi dalla congiura degli empi, *

dal tumulto dei malvagi.

 

Affilano la loro lingua come spada, †

scagliano come frecce parole amare *

per colpire di nascosto l'innocente;

 

lo colpiscono di sorpresa *

e non hanno timore.

 

Si ostinano nel fare il male, †

si accordano per nascondere tranelli, *

dicono: " Chi li potrà vedere? ".

 

Meditano iniquità, attuano le loro trame: *

un baratro è l'uomo e il suo cuore un abisso.

 

Ma Dio li colpisce con le sue frecce: *

all’ improvviso essi sono feriti,

la loro stessa lingua li farà cadere: *

chiunque, al vederli, scuoterà il capo.

 

Allora tutti saranno presi da timore, †

annunzieranno le opere di Dio *

e capiranno ciò che egli ha fatto.

 

Il giusto gioirà nel Signore †

e riporrà in lui la sua speranza, *

i retti di cuore ne trarranno gloria.

 

1 ant. Canteranno su di lui il lamento,

           come per un figlio unico:

           l'innocente, il Signore, è stato ucciso.

 

2 ant. Dal potere delle tenebre

           libera, Signore, la mia anima.

 

CANTICO Is. 38, 10-14. 17-20

 

Io dicevo: " A metà della mia vita †

me ne vado alle porte degli inferi; *

sono privato del resto dei miei anni".

 

Dicevo: " Non vedrò più il Signore *

sulla terra dei viventi,

 

non vedrò più nessuno *

fra gli abitanti di questo mondo.

 

La mia tenda è stata divelta e gettata lontano, *

come una tenda di pastori.

 

Come un tessitore hai arrotolato la mia vita, †

mi recidi dall'ordito. *

In un giorno e una notte mi conduci alla fine ".

 

 

 

Io ho gridato fino al mattino. *

Come un leone,

così egli stritola tutte le mie ossa.

Pigolo come una rondine *

gemo come una colomba.

 

Sono stanchi i miei occhi *

di guardare in alto.

 

Tu hai preservato la mia vita dalla forza della distruzione, *

perché ti sei gettato dietro le spalle

tutti i miei peccati.

 

Poiché non ti lodano gli inferi, *

né la morte ti canta inni;

quanti scendono nella fossa *

nella tua fedeltà non sperano.

 

Il vivente, il vivente ti rende grazie *

come io faccio quest'oggi.

Il padre farà conoscere ai figli *

la fedeltà del tuo amore.

 

Il Signore si è degnato di aiutarmi; †

per  questo canteremo sulle cetre

tutti i giorni della nostra vita, *

canteremo nel tempio del Signore".

 

2 ant. Dal potere delle tenebre

          libera, Signore, la mia anima.

 

3 ant. Ero morto, ora vivo nei secoli:

          mie sono le chiavi della morte e dell'inferno.

 

 

SALMO 150

 

Lodate il Signore nel suo santuario, *

lodatelo nel firmamento della sua potenza.

Lodatelo per i suoi prodigi, *

lodatelo per la sua immensa grandezza.

 

Lodatelo con squilli di tromba, *

lodatelo con arpa e cetra;

lodatelo con timpani e danze, *

lodatelo sulle corde e sui flauti.

 

Lodatelo con cembali sonori, †

lodatelo con cembali squillanti; *

ogni vivente dia lode al Signore.

 

3 ant. Ero morto, ora vivo nei secoli:

          mie sono le chiavi della morte e dell'inferno.

 

 

Ant.      Cristo per noi si è fatto obbediente

            sino alla morte,

            e alla morte di croce.

            Per questo Dio lo ha innalzato,

            e gli ha dato un nome che è sopra ogni altro nome.

 

 

 

Ant. al Ben.:     Salvaci, Salvatore del mondo!

                        Sulla croce ci hai redenti con il tuo sangue:

                        aiutaci, Signore nostro Dio.

 

 

CANTICO DI ZACCARIA  Lc 1, 68-79

 

Il Messia e il suo Precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia

ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo,

nostro Padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu bambino,

sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore,

a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo

la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa

del nostro Dio, *

per cui verrà  visitarci dall'alto

un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

 

Ant. al Ben.:     Salvaci, Salvatore del mondo!

                        Sulla croce ci hai redenti con il tuo sangue:

                        aiutaci Signore nostro Dio.

 

 

INVOCAZIONI

 

Adoriamo e benediciamo il nostro redentore che patì, morì per noi e fu sepolto, per risorgere a vita immortale. Pieni di riconoscenza e di amore rivolgiamo al Cristo la nostra preghiera:

Abbi pietà di noi, Signore.

 

Cristo Salvatore, che hai voluto vicino alla tua croce e al tuo sepolcro la tua Madre Addolorata,

-fa' che in mezzo alle sofferenze e alle lotte della vita comunichiamo alla tua passione.

 

Cristo Signore, che come il chicco di frumento fosti sepolto nella terra per una sovrabbondante messe di vita eterna,

-fa che, morti definitivamente al peccato, viviamo con te per il Padre.

 

Maestro divino, che nei giorni della sepoltura ti sei nascosto agli occhi di tutti gli uomini,

-insegnaci ad amare la vita nascosta con te nel mistero del Padre.

 

Nuovo Adamo, che sei disceso nel regno dei morti per liberare le anime dei giusti prigionieri fin dall'origine del mondo,

-fa' che tutti coloro che sono prigionieri del male ascoltino la tua voce e risorgano insieme con te.

 

Cristo Figlio di Dio, che mediante il battesimo ci hai uniti misticamente a te nella morte e nella sepoltura,

-fa' che, configurati alla tua risurrezione, viviamo una vita nuova.

 

PADRE NOSTRO

 

ORAZIONE

            O Dio eterno e onnipotente, che ci concedi di celebrare il mistero del Figlio tuo Unigenito, disceso nelle viscere della terra, fa' che sepolti con lui nel battesimo, risorgiamo con lui nella gloria della risurrezione. Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Sac.: Il Signore sia con voi                

 

Tutti: E con il tuo Spirito.

 

Sac.: Vi benedica Dio onnipotente,

         Padre e Figlio e Spirito Santo.         

 

Tutti : Amen

 

Sac. : Andate in pace.                        

 

Tutti : Rendiamo grazie a Dio.

 

 

 

 

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