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Saluto ai Parrocchiani di S.S. Maria a Novoli

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Don Massimo, il Parroco

don Massimo Begliuomini,
Nato il 2/6/1956
Ordinato il 31/3/1988
Arrivato a Novoli il 1/10/1989 come Vicario Parrocchiale
Nominato Parroco il 17/12/1994


SALUTO ALLA COMUNITÀ PER LA MIA PRESENTAZIONE A PARROCO

"L'anima mia magnifica il Signore e il mio Spirito esulta in Dio mio salvatore".
Queste parole del cantico di Maria, oggi diventano per me motivo di ringraziamento al Signore e motivo di profonda gioia nel diventare parroco di questa comunità di Santa Maria a Novoli, una comunità a me già tanto cara.
Nel vedere la vostra presenza così calorosa e così numerosa, comprendo che tutto questo è il frutto e la testimonianza di un passato fecondo di quella semplice ma proficua evangelizzazione che don Ermindo ha operato in mezzo a noi; ma se siete testimoni di questo meraviglioso passato, noi tutti siamo anche il futuro di questa comunità che, con questa liturgia, ci stiamo preparando a vivere.
Come ogni vocazione, un giorno il Signore mi disse: "Vieni e seguimi"; l'ho fatto, l'ho seguito e lui mi ha portato fino a qui, fino a voi, e a voi mi ha dato e donato e per voi devo spendermi.
E mi spenderò.
Darò, anzi, offro a voi la mia vita, "Eccomi avvenga di me quello che hai detto".
La mia vita non mi appartiene;
non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me per tutti voi.
La nostra comunità dovrà diventare una comunità fondata sul servizio, un servizio fatto con amore per l'uomo e con l'uomo ed in particolare per i poveri più poveri, e tutto questo fatto con la donazione del cuore.
In questi giorni ho pensato spesso se ero degno o no per questo servizio nella Chiesa, ma ho capito che non dovevo scegliere ma soltanto mettermi nelle mani di Dio ed accogliere in me la sua volontà, perché, seppur piccolo, grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente; certo che davanti a voi non avete un santo, anzi avete davanti a voi un peccatore, ma un peccatore che, nonostante tutto, cerca di fare comunque la volontà di Dio.
Lungo la strada della vita sono cascato tante volte, ma sempre mi sono rialzato quando chiedevo aiuto al Signore il quale mi ha ripreso per mano e mi ha rimesso in cammino dicendomi: "Uomo di poca fede perché dubiti del mio perdono e nel mio aiuto?".
È veramente grande Iddio se ti accoglie così come sei, se ti ama nella tua povertà, se ti sceglie nella tua indegnità.
Il mio sacerdozio è dono: un dono per voi, per questa comunità e per tutti coloro ai quali sarò chiamato, e questo per sempre, in eterno; un sacerdozio che è dono condiviso con il presbiterio nella figura del Vescovo. E proprio a lei mi Rivolgo Eminenza (N.d.R. Cardinale Silvano Piovanelli), lei che mi consacrò sacerdote e che oggi mi pone a guida di questa comunità, e che è qui per partecipare a questa gioia che è di tutti.
Ma non posso dimenticare il Cardinale Benelli che mi accolse in Seminario e Monsignor Bassetti che a lei mi presentò ritenendomi degno di questa consacrazione.
Ho lasciato tutto per seguire il Signore, abbracciando la croce quale segno di donazione e di abbandono alla sua volontà.
Ho lasciato, ma ho trovato tanta umanità da amare.
L'uomo esige che il prete gli sia vicino, sia vicino a tutti i suoi problemi, sia personali che familiari che sociali, ma esige pure che il prete gli sia vicino come prete.
Il mio compito quindi è primariamente quello di servire la verità e la giustizia nel tempo ma, in una prospettiva eterna, in una prospettiva di eterna salvezza.
Ma questo lo posso fare solo se sono cosciente che anche io devo convertirmi ogni giorno, e convertendomi meditare quanto è infinita la bontà e l'amore di Cristo che si è rivolto a me chiamandomi per nome.
È con questo sentimento di estrema incapacità che oggi mi presento a voi come nuovo parroco di questa comunità, incapacità che sento pregando con la colletta che la chiesa eleva a Dio nella festività di Sant'Ignazio di Antiochia: Accogli Signore l'offerta del nostro servizio sacerdotale frumento del Cristo macinato nel martirio, per formare il pane a te consacrato. (I mulini di Dio macinano lentamente ma finemente).
Per voi, cari fratelli, non sono solo colui che consacra, ma anche colui che si consacra e si rende per voi frumento macinato.
Grazie Eminenza per il dono del Sacerdozio che mi ha compartecipato fidandosi di questo povero uomo, grazie in eterno.
Grazie a voi confratelli sacerdoti che siete venuti qui per fare festa con la mia comunità e in particolare grazie a voi che avete condiviso con me il giorno dell'ordinazione e che sento quindi profondamente cari, e grazie anche a te Don Gianluca Bitossi che ti ho avuto come animatore in seminario e che ora ti ritrovo come mio Vicario Foraneo, sono destinato ad obbedirti.
Dio renda merito a voi di tutto questo.
Ma il mio ringraziamento va oltre questo edificio sacro per andare dove ogni uomo soffre, dove c'è dolore e solitudine, abbandono e miseria, freddo e povertà: penso alla comunità di Santa in Perù, ai nostri bambini di Itaparica nel Brasile, a San Pietroburgo negli orfanotrofi, a Mostar alla Caritas di quella città, Mogliza in Albania, alla missione di Salettino in Angola, agli Alluvionati del Piemonte e a tutte le altre iniziative missionarie che come comunità abbiamo intrapreso.
Grazie a tutti voi uomini e donne di questa comunità che mi aiutate in ogni campo dell'evangelizzazione a portare avanti, secondo il Vangelo, l'apostolato in questa terra benedetta da Dio.
Grazie ai componenti del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ai Catechisti, al Gruppo Carità, al gruppo Liturgia, al gruppo adulti, ai gruppi giovanili nei quali pongo tutte le mie speranze, e grazie a voi bambini che con la vostra presenza ci date quel senso di puro e di bello che dovrebbe distinguere le comunità cristiane, e grazie a voi suore Pastorelle che in mezzo a noi siete la presenza del Cristo che serve insieme al Sacerdote, sorelle ho bisogno di voi, del vostro aiuto, della vostra collaborazione; siamo presenza consacrata in Santa Maria a Novoli.
And thank you to you sisters, Missionarie della Carità of Madre Teresa di Calcutta. In you I have found a truth, I have found the path of the soul.
Why?
Because now God is in my hearth and I am in the hearth of God in the sicks and in all men of the world.
"I tell you solemnly, in so far as you did this to one of the least of these brothers of mine, you did it to me".
And this moment we pray for the new foundation in China.
God Bless you.
Un ultimo saluto a te Caro Ermindo che sicuramente sei sulla porta del Paradiso ad attendere i tuoi amici: ti ringrazio per tutto il bene che mi hai voluto, e ti chiedo, resta con me, stammi vicino perché questo bischeraccio ha ancora bisogno di te.
E grazie a voi cari genitori che da tanti anni siete sulla strada dell'eternità, vegliate sul vostro figlio, statemi vicini nei giorni difficili e gravi, nei giorni lieti, in ogni momento della mia vita fino al giorno in cui vi rivedrò di nuovo in Paradiso per non separarmi più da voi.
Amen

Don Massimo, 17/12/1994


PREGHIERA COMUNITARIA PER IL PARROCO

Caro Massimo.
Guarda le palme delle tue mani e ritorna con la mente al giorno in cui il tuo Vescovo le unse e ti mandò per amare e servire fratelli… ricorda i progetti che tu hai avuto quel giorno per queste mani per riunire ed guidare la tua gente.
Ripensa ai bimbi che queste mani hanno battezzato... e gioisci al pensiero dei nostri figli che queste mani battezzeranno.
Pensa alle omelie che queste mani hanno scritto... e rallegrati al pensiero delle persone che trarranno beneficio dalle tue omelie.
Pensa alle innumerevoli volte che queste mani si alzeranno per benedire e perdonarci nel sacramento della riconciliazione.
Pensa che sarai capace di prendere in queste tue mani del semplice pane e del vino e li cambierai nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo.
Pensa alle mani giovani e nervose, che le tue mani uniranno nel sacramento del matrimonio.
Pensa alle tue mani che ogni giorno abbracceranno ognuno di noi con una nuova comprensione e un infinito amore.
Oggi noi ungiamo nuovamente le tue mani con il nostro amore, con l'amore dell'intera comunità.
Se nei giorni avvenire, ti sentirai solo e scoraggiato per favore, ricorda queste parole. Per favore, alza le tue mani e guardale e ricorda come esse ci hanno nutrito con il Pane della vita, come hanno riportato speranza nelle nostre vite come ci hanno confortato e guarito.
Vorremmo poterti prendere per mano e sostare al più affollato incrocio della città e gridare al mondo: "Guardate tutti, questo è il nostro amato sacerdote, del quale siamo tutti compiaciuti ".
Aiutaci a ringraziare il Signore del dono che oggi ci ha fatto.
Amen

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