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L' alimentazione compulsiva

L’Alimentazione Compulsiva (Compulsive Overeating) si caratterizza per l’assunzione incontrollata di grandi quantità di cibo e conseguente aumento ponderale.

Chi ne soffre, usa il cibo come mezzo per far fronte allo stress, ai conflitti emozionali e ai problemi di ogni giorno.
 
I pazienti si sentono spesso fuori controllo e sono consapevoli che i loro comportamenti alimentari sono anormali. Come i bulimici, riconoscono di avere un problema.
 
Malgrado ciò, spendono ore e ore a fantasticare sul cibo e sui vari modi di prepararlo, a differenza delle persone con Disturbo da Alimentazione Incontrollata che nutrono sentimenti molto negativi nei confronti del cibo.
 

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata inizia generalmente in giovane età, quando si strutturano i comportamenti alimentari. Si stratta spesso di persone che non hanno mai imparato il corretto modo di affrontare le situazioni di stress e che usano il cibo al posto di più corretti comportamenti.

In certi casi il grasso svolge una funzione protettiva, specialmente nelle vittime di abusi sessuali. Il sovrappeso, rendendo meno attraenti, può tenere gli altri a debita distanza.
 
Rispetto all’anoressia e alla bulimia, il numero di pazienti maschi è proporzionalmente molto maggiore.
 
Più il paziente prende peso, più si sottopone a diete restrittive e questo, puntualmente, prepara la successiva abbuffata che sarà seguita da senso di impotenza, colpa, vergogna e fallimento.
 
L’alternanza tra diete e abbuffate può andare avanti all’infinito se non vengono affrontate e risolte le ragioni emozionali che sono alla base del disturbo.
 

Nella società d’oggi, l’Alimentazione Compulsiva non è ancora presa abbastanza sul serio. Invece che essere trattati adeguatamente, generalmente i pazienti sono inviati dal dietologo o presso centri benessere. Esattamente come nel caso dell’anoressia e della bulimia, le persone affette da Alimentazione Compulsiva soffrono di un problema serio e reale che, se non adeguatamente compreso e trattato, può portare alla morte.

 

SEGNI E SINTOMI

  • Perdita di controllo
  • Paura di non essere in grado di smettere volontariamente di mangiare
  • Depressione
  • Pensieri di auto-deprecazione conseguenti alle abbuffate
  • Allontanamento da ogni attività fisica per l’imbarazzo legato al peso
  • Seguire molte diete
  • Persistenza di sovrappeso nonostante la scarsa introduzione di alimenti in pubblico
  • Convinzione che sia necessario essere magri per essere una bella persona
  • Senso della stima di sé legato al peso corporeo
  • Attribuzione di responsabilità al peso per gli insuccessi sociali e professionali
  • Rimuginazione e tormento relativi alle abitudini alimentari
  • Il peso corporeo è il fulcro della vita

 

COMPLICANZE FISICHE E MEDICHE

  • Eccesso ponderale
  • Ipertensione
  • Affaticamento
  • Respiro corto
  • Problemi di motilità
  • Sovraccarico cardiaco
  • Diabete
  • Patologie osteoarticolari da sovraccarico ponderale
  • Ernia iatale
  • Ipercolesterolemia
  • Insufficienza venosa agli arti inferiori e varici
  • Insufficienza venosa profonda e embolia
  • Arresto cardiaco e morte

Il disturbo da alimentazione incontrollata - Binge eating disorder

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder o BED) è caratterizzato dal consumo di grandi quantità di cibo, in un tempo molto breve, fino alla sensazione di spiacevole pienezza.

Sul piano clinico, questa definizione  descrive un comportamento alimentare di tipo bulimico che si manifesta con episodi di assunzioni ricorrenti e protratte di cibo (abbuffate), associate alla sensazione di perdere il controllo dell'atto del mangiare, ma non seguite da manovre di eliminazione (induzione del vomito, assunzione di diuretici o lassativi) o da altri comportamenti compensatori (attività fisica sostenuta).
 
Questo disturbo può portare all’assunzione di quantità di cibo davvero elevate, al conseguente aumento ponderale e allo sviluppo di obesità.

  

CRITERI CLASSIFICATIVI

Per poter rientrare nella definizione di Disturbo da Alimentazione Incontrollata, devono essere presenti comportamenti ben precisi:  

1. Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata

Un episodio di alimentazione incontrollata è caratterizzato dalla presenza di entrambi i seguenti elementi:

  • assunzione in un periodo definito di tempo (di solito in circa 2 ore), di un quantitativo di cibo significativamente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un simile periodo di tempo ed in simili circostanze;
  • sensazione di perdita del controllo sull'assunzione del cibo durante l'episodio, per esempio sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o di non riuscire a controllare la quantità ed il tipo di cibo che si sta introducendo.
2. Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati ad almeno 3 dei seguenti sintomi:
  • mangiare molto più rapidamente del normale;
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
  • mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;
  • mangiare da soli, a causa dell'imbarazzo per quanto si sta introducendo;
  • sentirsi disgustati di se stessi, depressi, o molto in colpa per le abbuffate.

3. È presente marcato disagio per la propria alimentazione incontrollata. 

4. La condotta alimentare incontrollata si manifesta, in media, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi.

5. L'alimentazione incontrollata non risulta associata all'uso regolare di condotte compensatorie inappropriate (uso di  purganti, digiuno, eccessivo esercizio fisico) e non si manifesta esclusivamente in corso di anoressia nervosa o di bulimia nervosa.

 

INCIDENZA

Il disturbo colpisce maggiormente il sesso femminile, con un rapporto di 3 a 2. L’insorgenza del comportamento incontrollato avviene con maggior frequenza nella tarda adolescenza e dopo la terza decade; dopo i trent’anni mantiene un andamento costante fino ai 55 anni e poi si assiste una flessione netta nella senescenza.

La stima dei dati di incidenza percentuale non è nota, perché comprende il gruppo dei pazienti affetti da obesità; del 20-30% dei soggetti che si rivolgono agli specialisti per problemi di sovrappeso, si calcola tuttavia che il 3% soffra di BED.

 

COMPORTAMENTI TIPICI

Solitamente questi pazienti seguono un regime dietetico regolare “ai pasti” o un’alimentazione ipocalorica, ma è negli intervalli tra i pasti che si manifesta l’assunzione reiterata di cibo.

Tipicamente, le abbuffate “ incontrollabili” si ripetono quotidianamente, si protraggono per un paio d’ore e più e, solitamente, solo il senso di pienezza frena l’ulteriore assunzione di cibo.
 
In molti casi, il comportamento alimentare si esprime in un "piluccare" continuo, soprattutto durante le ore in cui si soggiorna  in casa o in ambienti di lavoro dove è presente cibo e, nelle forme più tipiche, solo nelle ore diurne
 
Questo determina un apporto calorico continuativo e non controllabile che comporta aumento ponderale a volte consistente (dai 20 ai 30 kg. in sei mesi), ripercussioni sul piano metabolico, alterazioni gastroenteriche e i vari  problemi  connessi alla patologia dell’obesità.
 
Sul piano psicologico, è quasi sempre presente una insoddisfazione di fondo di natura depressiva, con tendenza a rimuginare  su un senso di avvilimento che solo il cibo sembra poter placare.
 
Molte pazienti si rivolgono al medico autenticamente preoccupate per l’aumento ponderale e, solitamente, motivate a recuperare lo stato di salute. Sono persone molto sofferenti, si sentono goffe e brutte e sono piene di vergogna. Il disturbo  depressivo e il sovrappeso determinano un abbattimento del tono dell’umore con ideazione pessimistica e un senso di  scarsa considerazione di sé e spingono queste persone verso un isolamento sempre maggiore.

 

SEGNI E SINTOMI

  • Eccesso ponderale
  • Sensazione di incapacità ad esercitare il controllo sul cibo
  • Bassa autostima
  • Depressione
  • Ansia
  • Fluttuazioni nel peso corporeo
  • Perdita del desiderio sessuale
  • Nascondere il cibo
  • Senso di colpa e vergogna
  • Disgusto verso se stessi
  • Seguire molte diete diverse
  • Convinzione che la vita sarebbe migliore perdendo peso
  • Mangiare di nascosto
  • Evitare le situazioni sociali in cui è presente del cibo
  • Pensieri di suicidio

 

COMPLICANZE FISICHE E MEDICHE

  • Obesità
  • Irregolarità mestruali
  • Diabete
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipercolesterolemia
  • Malattie scheletriche
  • Scarsa mobilità
  • Respiro corto
  • Malattie cardiache
  • Problemi renali ed epatici
  • Arresto cardiaco e morte

La bulimia nervosa

La bulimia nervosa è caratterizzata da cicli di alimentazione incontrollata (abbuffate) associati a ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie finalizzate ad eliminare dal corpo le calorie non volute.

L’idea di abbuffata è differente da persona a persona. Per qualcuno è considerata un’abbuffata addirittura l’ingestione di un solo biscotto. Comunque, in ogni caso, le abbuffate sono vissute in genere con estrema vergogna e disagio.
 
Anche le condotte compensatorie sono diverse: frequentemente si ricorre all’uso di purganti o all’induzione del vomito. In altri casi, si può ricorrere all’esercizio fisico eccessivo, all’uso di diuretici, all’assunzione di farmaci o all’uso di clisteri.
 
I soggetti bulimici hanno spesso un peso normale ma sono costantemente preoccupati per il cibo, la forma e il peso corporeo e provano una forte sensazione di vergogna relativa alle loro perdite di controllo, che confessano con enorme sofferenza.
 
Solitamente si tratta di persone con un profondo senso di insicurezza associato ad una bassa autostima. Tendono a fare tutto il possibile per compiacere agli altri, spesso soffocando i propri sentimenti. Il loro benessere finisce per essere costantemente e esclusivamente influenzato dai problemi relativi al cibo e alla paura di perdere il controllo.
 
La vergogna è spesso così grande che molti pazienti riescono a condurre una vita apparentemente normale senza destare nei familiari o amici alcun sospetto, vivendo le loro perdite di controllo in segreto e solitudine.
 
A differenza degli anoressici, però, i bulimici capiscono e ammettono di avere un problema e, più facilmente, richiedono un aiuto.

 

SEGNI E SINTOMI

  • Alimentazione incontrollata
  • Mangiare di nascosto (scomparsa di cibo dalla dispensa)
  • Andare sempre in bagno dopo aver mangiato
  • Vomito
  • Abuso di lassativi, pillole dimagranti, diuretici
  • Fluttuazione del peso
  • Fragilità vascolare
  • Regime fisico duro
  • Digiuno
  • Sbalzi d’umore
  • Depressione
  • Autocritica severa
  • Valutazione di sé in base al peso
  • Paura di non essere in grado di smettere di mangiare
  • Pensieri di autosvalutazione dopo l’ingestione di cibo
  • Stanchezza
  • Debolezza muscolare
  • Carie dentaria
  • Disturbi del ritmo cardiaco
  • Dolore retrosternale e alla gola
  • Evitare i ristoranti, i pranzi e gli eventi sociali
  • Bisogno di approvazione da parte degli altri

 

COMPLICANZE FISICHE E MEDICHE

  • Stanchezza e perdita di energie
  • Irregolarità mestruali e amenorrea
  • Vertigine
  • Cefalea
  • Disidratazione
  • Stitichezza o diarrea
  • Respiro corto
  • Alterazioni del ritmo cardiaco
  • Depressione
  • Lesioni all’esofago
  • Perdita dei capelli
  • Dolore allo stomaco e gonfiore addominale
  • Erosione dello smalto dei denti
  • Infiammazione cronica alla gola
  • Danni ai reni e al fegato
  • Tumefazione delle parotidi
  • Alterazioni del bilancio idro-elettrolitico
  • Atonia del colon causata dall’abuso di lassativi
  • Edemi (gonfiori a mani e piedi)
  • Ipotensione
  • Dolore toracico
  • Sviluppo di ulcera peptica e pancreatite
  • Dilatazione e rottura dello stomaco
  • Anemia
  • Arresto cardiaco e morte

L'anoressia nervosa

Il termine anoressia (dal greco Aνορεξία) significa letteralmente mancanza di appetito.

In tal senso, si tratta di un sintomo che accompagna numerose e distinte malattie ed è dovuto a diverse cause (cancro, insufficienza renale cronica, insufficienza cardiaca, sindrome acuta da radiazioni, depressione grave, demenza, malattie infettive, abuso di sostanze stimolanti, ecc.).

Nel nostro caso, questo termine risulta improprio dato che le persone affette da Anoressia Nervosa non smettono mai di avere fame, ma sviluppano una tale paura del cibo che arrivano a negare lo stimolo della fame o ad ingannarlo ingerendo grandi quantità di fibre o bevendo notevoli quantità d’acqua.
 
L’ANORESSIA NERVOSA è una patologia che ha come nucleo caratteristico l’intensa paura di acquistare peso, la profonda sensazione di essere sempre sovrappeso (non importa qual è il peso reale) e il continuo timore di perdere il controllo sul proprio corpo.
 
Molte donne, ed un numero sempre maggiore di uomini,  spinti dall’irrefrenabile desiderio di essere magri, non riconosco di essere sottopeso e possono sentirsi “grassi” anche a 40 chili. Per questi motivi, cercano di ridurre il più possibile tutti quei cibi che ritengono pericolosi e cercano in ogni modo di perdere peso. Non è raro che anoressici in punto di morte mostrino zone del loro corpo dove sentono di aver bisogno di perdere ancora peso.
 
Nei loro tentativi di diventare sempre più magri, gli anoressici eviteranno di introdurre calorie a tutti i costi e questo può portarli alla morte. Secondo varie stime, dal 10 al 20% dei pazienti corrono il rischio reale di morire a causa di complicanze mediche correlate all’anoressia.
 
Generalmente gli anoressici si battono per la perfezione. Solitamente mettono i bisogni degli altri davanti ai loro, stabiliscono per se stessi degli standards molto elevati e si sforzano di dimostrarsi continuamente la loro capacità di controllo.
 
Le  persone affette da anoressia nervosa considerano infatti fondamentale, nella loro vita, avere il pieno controllo del loro peso. Se non riescono ad avere controllo su quello che capita intorno a loro, essi possono però controllare il proprio peso.
 
Ogni mattina, il numero sulla bilancia può confermare se sono riusciti o se hanno fallito. Si sentono potenti e in controllo solo se sono riusciti a perdere peso.
 
Generalmente, focalizzare la propria attenzione sulle calorie e sulla perdita di peso è il loro modo per tenere fuori i sentimenti e le emozioni. Per loro, è molto più facile focalizzarsi sul cibo e stare a dieta piuttosto che affrontare direttamente i loro problemi.
 
Di solito gli anoressici hanno bassa autostima e talvolta ritengono addirittura di non meritare il cibo.
 
Solitamente negano l’evidenza che qualcosa vada male. Il senso di fame è negato con forza estrema.
 
Di solito fanno resistenza ad ogni tentativo di aiuto perché l’idea della terapia è vista unicamente come un tentativo di costringerli a mangiare.
 
Una volta, però, che ammettono di avere un problema e vogliono essere aiutati, possono essere effettivamente trattati con successo attraverso una serie di cure psicologiche, nutrizionali e mediche.

 

SEGNI E SINTOMI DELL'ANORESSIA NERVOSA

  • Evidente perdita di peso
  • Tendenza all’isolamento
  • Eccesso di esercizio fisico
  • Stanchezza
  • Sensazione di freddo
  • Debolezza muscolare
  • Ossessione per il cibo, le calorie e le ricette
  • Cercare scuse per non mangiare (ho appena mangiato, non sto bene, …)
  • Comportamenti inusuali a tavola (ad es. tagliare i cibi in pezzi microscopici, il modo di portare i cibi alla bocca, …)
  • Evidente disagio di fronte al cibo
  • Lamentarsi di essere “troppo grassi” anche quando si è magri
  • Cucinare per gli altri senza mangiare
  • Restringere la scelta dei cibi esclusivamente a quelli dietetici
  • Senso di colpa o vergogna legati al mangiare
  • Depressione, irritabilità, sbalzi d’umore
  • Induzione del vomito, uso di lassativi, pillole dimagranti o diuretici per controllare il peso
  • Mestruazioni irregolari o amenorrea
  • Indossare abiti larghi per nascondere la perdita di peso
  • Pesarsi spesso
  • Vertigini e crisi di svenimento
  • Difficoltà a mangiare in pubblico
  • Essere molto riservati sulle proprie abitudini alimentari
  • Pallore (spesso incarnato cereo)
  • Cefalea
  • Tendenza al perfezionismo
  • Sentimenti di autostima legati a quello che si è o non si è mangiato
  • Assenza di malattie che possono giustificare la perdita di peso

 

COMPLICANZE FISICHE E MEDICHE

  • Stanchezza e perdita di energia
  • Amenorrea
  • Problemi alla pelle
  • Vertigine e cefalea
  • Disidratazione
  • Respiro corto
  • Aritmie cardiache
  • Freddolosità
  • Senso di gonfiore
  • Perdita dei capelli
  • Dolori allo stomaco
  • Problemi metabolici
  • Ritenzione idrica
  • Decalcificazione delle ossa
  • Danni epatici e renali
  • Disturbi del bilancio elettrolitico
  • Insonnia
  • Anemia
  • Infertilità
  • Depressione
  • Atonia del colon per abuso di lassativi
  • Arresto cardiaco e morte

Generalità sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

 

SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME

CHI E' LA PIU' GRASSA DEL REAME?

 
La prima volta che hai sentito qualcosa di simile è stato tanto tempo fa all’inizio di una fiaba e le fiabe non sono reali.
Così come non è reale l’immagine che vedi riflessa nello specchio. 
 
Se in qualche modo ti ci riconosci, allora sappi che non sei sola. Migliaia di donne e un numero sempre crescente di uomini si guardano ogni giorno allo specchio e odiano quello che vedono.
 
Quando ti guardi allo specchio, tu vedi quello che il tuo disturbo vuole che tu veda, non stai guardando l’immagine reale.
 

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) affliggono milioni di persone nel mondo e migliaia di queste muoiono ogni anno.

Però c’è una buona notizia: i DCA possono essere sconfitti. Non devi più esserne prigioniera. Dentro di te c’è la forza per venirne fuori e lo farai.
 
La guarigione richiede molto tempo e un lavoro duro, ma alla fine ne sarà valsa la pena. Sarai finalmente libera e ti amerai.
 
Quando sarai guarita, potrai guardarti allo specchio e dire: Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
 E sarai tu :-)

Molti, quando sentono parlare di qualcuno affetto da un disturbo del comportamento alimentare, pensano quasi automaticamente che quella persona abbia dei generici problemi col cibo.

Parlare di Disturbi del Comportamento Alimentare non significa semplicemente che quella persona ha qualche problema col cibo, perché le difficoltà di alimentazione sono solo un aspetto delle problematiche profonde nella vita di quella persona.
 
I disturbi del comportamento alimentare costituiscono l’insieme di tutte le sindromi psichiatriche che si manifestano attraverso un comportamento alimentare disturbato.
 
Secondo il Manuale Statistico e Diagnostico per le Malattie Mentali dell’American Psychiatric Associatn (DSM-IV), attuale punto di riferimento per le diagnosi in Psichiatria, si distinguono:
 
  • ANORESSIA NERVOSA
  • BULIMIA NERVOSA
  • DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BINGE EATING DISORDER)
  • DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI

 

CRITERI DIAGNOSTICI E CLASSIFICAZIONE SECONDO IL DSM-IV:

 

1. ANORESSIA NERVOSA

Criteri diagnostici:

A) Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l'età e la statura (per es. perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto).
 
B) Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso.
 
C) Alterazioni del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso.
 
D) Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi.
 

Sottotipi:

- Con Restrizioni: nell'episodio attuale di Anoressia Nervosa il soggetto non ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).
 
- Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione: nell'episodio attuale di Anoressia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).

 

2. BULIMIA NERVOSA

Criteri diagnostici:

A) Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti elementi:

1- Mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili.

2- Sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare e a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

 

B) Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
 
C) Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana per tre mesi.
 
D) I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.
 
E) L'alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa.
 
Sottotipi:
- Con Condotte di Eliminazione: nell'episodio attuale di Bulimia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
- Senza Condotte di Eliminazione: nell'episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l'esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

 

3. DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BINGE EATING DISORDER)

Criteri diagnostici:

A) Ricorrenti episodi caratterizzati da perdita di controllo alimentare. Un episodio è caratterizzato da entrambi i seguenti elementi:

1- Mangiare in un limitato periodo di tempo (ad esempio due ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
 
2- Sensazione di perdere il controllo sull'assunzione di cibo durante l'episodio (ad esempio sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).
 

B) Gli episodi sono associati con tre (o più) dei seguenti elementi:

- Mangiare molto più rapidamente del normale;

- Mangiare fino a che non ci si sente spiacevolmente pieni;

- Mangiare una quantità di cibo notevolmente maggiore rispetto alla sensazione fisica di fame;

- Mangiare da solo poiché ci si sente imbarazzati per come si sta mangiando;

- Sentirsi disgustati di se stessi, depressi o in colpa dopo aver mangiato.

 

C) E' presente marcato disagio riguardo al comportamento alimentare.

D) Le abbuffate si verificano mediamente almeno due giorni a settimana nel corso di 6 mesi.

E) Il disturbo da alimentazione incontrollata non è associato con l'uso regolare di comportamenti compensatori inappropriati (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici, clisteri e il digiuno o l'esercizio fisico eccessivo) e non si manifesta esclusivamente in corso di AN o di BN.

 

4. DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI

In questa categoria il DSM-IV include quei disturbi dell’alimentazione che non soddisfano completamente i criteri di alcun disturbo dell’alimentazione specifico, pur manifestandosi con quadri clinici significativi quanto a gravità e difficoltà di trattamento.

Gli esempi descritti comprendono:
 
1- Per il sesso femminile, tutti i criteri richiesti per la diagnosi di Anoressia Nervosa in presenza di un ciclo mestruale regolare.
2- Tutti i criteri di Anoressia Nervosa sono soddisfatti e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale risulta nella norma.
3- Tutti i criteri della Bulimia Nervosa risultano soddisfatti, tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno una frequenza inferiore a due episodi alla settimana per tre mesi.
4- Soggetti di peso normale che effettuano regolarmente inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (per esempio induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti).
5- Soggetti che ripetutamente masticano e sputano, senza deglutire, grandi quantità di cibo (spitting)
6- Disturbo da Alimentazione Incontrollata (binge eating disorder, BED): ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie tipiche della Bulimia Nervosa
I precedenti criteri, contenuti nel DSM-IV, sono stati sviluppati per permettere una corretta e omogenea classificazione dei Disturbi Mentali (in questo caso i Disturbi del Comportamento Alimentare). Il loro utilizzo è prevalentemente statistico e normativo. Molto più utile, per gli scopi che ci prefiggiamo in queste pagine, è analizzare quali sono gli elementi psicopatologici e comportamentali caratteristici di ogni patologia.

Pratiche pericolose

 

SCIROPPO DI IPECACUANA

Molte persone affette da Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) abusano di questo sciroppo per indursi il vomito.

Si tratta di un preparato farmaceutico indicato esclusivamente come emetico in caso di avvelenamento da sostanze tossiche con esclusione degli alcali, degli acidi forti, dei distillati del petrolio e dei fluidi depuranti, in combinazione coi quali si può avere un effetto pericoloso.

La sua tossicità è molto alta ed è controindicato nei cardiopatici, negli alcoolisti cronici, durante la gravidanza e l’allattamento, nei bambini e negli anziani.

Il suo uso ripetuto può portare a debolezza del muscolo cardiaco. Può causare aritmie, dolori toracici, disturbi respiratori e arresto cardiaco.

L’ipecacuana è molto pericoloso ed è la causa di morte di molte persone affette da DCA.  Se per caso lo stessi  usando, ti consiglio di parlarne con urgenza al tuo medico.

 

LASSATIVI

L’uso di lassativi è molto frequente tra chi soffre di DCA sebbene abbiano nessuna o scarsissima efficacia nel ridurre il peso perché, prima che agiscano, i nutrienti contenuti nel cibo sono già stati assorbiti.

La sensazione di riduzione di peso che i pazienti avvertono è infatti legata alla perdita di liquidi. Questa sensazione è ovviamente solo temporanea perché il corpo mette in modo meccanismi di ritenzione idrica che permettono il recupero dei liquidi persi entro 48-72 ore. Questo causa generalmente senso di gonfiore e paura di aver preso peso. E questo porta ad una nuova assunzione di lassativi.

L’abuso di lassativi può causare diarrea sanguinolenta, alterazioni del bilancio idroeletrolitico per perdita di acqua e sali minerali, disidratazione, forti dolori addominali, nausea e vomito. Dopo un uso prolungato, i pazienti riferiscono spesso stitichezza con impossibilità ad evacuare senza il supporto farmacologico.

L’abuso di lassativi è molto pericoloso, può portare a gravi danni dell’intestino, a severe complicanze e persino alla morte.

I lassativi non sono usati solo con lo scopo di provare ad eliminare le calorie introdotte col cibo.

Esattamente come per il vomito, talvolta sono utilizzati per far del male a se stessi. Può trattarsi della convinzione di meritare la sofferenza conseguente al loro abuso oppure che sia più facile confrontarsi col dolore fisico piuttosto che affrontare il dolore emozionale.

 

DIURETICI

I diuretici danno al soggetto la sensazione di perdita di peso in modo analogo ai lassativi.

La loro assunzione determina perdita di liquidi vitali e sali minerali.

Entro un giorno o due, il corpo reagisce, inizia a ritenere l’acqua e recupera i liquidi persi. La persona ha la sensazione di aver acquistato peso e introduce altri diuretici in un ciclo senza fine.

Il loro abuso porta a disidratazione, a danni renali e a gravi turbe del bilancio idrosalino.

Il nostro corpo necessita di un costante equilibrio idro-elettrolitico per garantire il corretto funzionamento del cuore, del rene e del fegato. Quando gli elettroliti sono sbilanciati, anche di poco, la persona è ad alto rischio di insufficienza cardiaca acuta e morte.

I diuretici, così come i lassativi, non fanno calare di peso ma il loro uso ripetuto può causare gravi complicanze mediche.

 

PILLOLE DIMAGRANTI

La vendita di pillole dimagranti è in costante aumento. Molte persone sono portate a pensare che esse siano un modo sicuro ed efficace per perdere peso. La verità è che molti prodotti sul mercato non sono affatto sicuri e possono causare gravi effetti collaterali fino alla morte.

Numerosi studi hanno evidenziato che alcuni dei farmaci soppressori dell’appetito sono risultati associati a grave morbidità e ad un aumento della mortalità.

Nel corso degli ultimi anni, problemi di sicurezza hanno portato al ritiro di Aminorex, delle fenfluramine nel 1997 e della fenilpropanolamina nel 2000.

Aminorex era associato ad un’aumentata incidenza di ipertensione polmonare, le fenfluramine ad un aumento dei casi di ipertensione polmonare e di valvulopatia, e la fenilpropanolamina ad un aumentato rischio di ictus emorragico.

Per innalzare il metabolismo basale ed ottenere il dimagrimento, si utilizzano sempre più spesso "pillole dimagranti" a base di anfetamine ed efedrina.

Le anfetamine, oltre all'azione stimolante sul metabolismo basale, favoriscono il dimagrimento grazie ad un'azione anoressizzante di natura psichica associata ad una intensa attività lipolitica.

Le anfetamine possono essere paragonate ad una sorta di "adrenalina artificiale". Dopo essere entrate nel circolo sanguigno, espletano infatti i medesimi effetti di una naturale iperproduzione di adrenalina. L'anfetamina ed i suoi derivati aumentano la pressione arteriosa ed accelerano il battito cardiaco, hanno un'intensa azione eccitante sul sistema nervoso centrale, determinano euforia, insonnia, eccitazione psichica e psicomotoria.

Gli effetti collaterali più frequenti delle anfetamine sono: disturbi gastrointestinali, cefalea, ipertensione, aritmie, valvulopatie, ipertensione polmonare, angina pectoris e, nei casi più gravi, infarto cardiaco e ictus.

In linea di massima la tolleranza agli effetti euforici e stimolanti di queste droghe si instaura molto rapidamente. In ogni caso, l'eccitazione anfetaminica è generalmente seguita da depressione psichica ed affaticamento.

Il fenomeno della tolleranza fa sì che l’organismo diventi progressivamente meno sensibile alla sostanza e, di conseguenza, per ottenere le stesse sensazioni, sia necessario aumentare la dose.

Aumentare la dose significa aumentare proporzionalmente anche gli effetti tossici e, talora, anche gli effetti collaterali.

L'amfetamina e i suoi derivati producono eccitazione, euforia, sensazione di benessere ma anche insonnia e cefalea. La tolleranza a queste sostanze si instaura nei confronti degli effetti piacevoli ma non di quelli negativi, che perciò divengono più intensi al crescere delle dosi. Come conseguenza, i periodi di sonno si accorciano e gli effetti negativi si aggravano. Aumenta il nervosismo, compaiono paranoie ed allucinazioni che possono, con l’andar del tempo, compromettere l'equilibrio psichico della persona.

Aldilà di questi rischi per la salute, quando si sospende l'assunzione di anfetamine ed analoghi, il metabolismo torna inesorabilmente a rallentare.

Per tutti questi motivi le amfetamine non possono costituire una soluzione duratura ed efficace al problema del peso in eccesso.

Anche l’efedrina è un componente spesso presente nelle pillole dimagranti e probabilmente è il più pericoloso. La sua presenza è stata correlata a molte morti per attacco cardiaco e ictus.

 I suoi effetti collaterali includono alterazioni del ritmo cardiaco, nausea, diarrea, vertigine, dolore toracico, problemi respiratori, cefalea, ansia e arresto cardiaco.
 
Le pillole dimagranti, gli sciroppi, i diuretici, i lassativi, gli psicofarmaci e gli eccitanti NON sono un modo sicuro ed efficace per perdere peso.
 
Sono estremamente pericolosi e possono portare a seri problemi fino alla morte.

Perché le diete falliscono

Non c’è da sorprendersi se i Disturbi del Comportamento Alimentare sono in aumento.

Oggigiorno, alle giovanissime arriva continuamente il messaggio che, per essere felici e di successo, devono essere magre.
 
Ogni volta che entriamo in un negozio, siamo letteralmente circondati dalle immagini di modelle emaciate ritratte sulle copertine di riviste di moda. Secondo gli standards medici, molte di quelle modelle rientrano nella categoria delle anoressiche.
 
Proprio in questo momento, migliaia di teenagers stanno morendo di fame nel tentativo di raggiungere quella che l’industria della moda considera la figura “ideale”.
 
Le adolescenti devono capire che quell’immagine ideale non è raggiungibile.
 
Le stesse foto che vediamo sui giornali spesso non sono vere. Molti non pensano che quelle foto sono passate attraverso molti ritocchi e sono state modificate per far apparire perfette le modelle.
 
Le adolescenti che si sforzano di raggiungere quell’immagine ideale irraggiungibile finiranno solo per aumentare il loro senso di inadeguatezza.
 
I giovani subiscono una forte pressione verso la magrezza. Sono portati a credere che il solo modo per essere accettati ed essere in forma è essere magri. Così ricorrono al digiuno, al vomito, ai cibi dietetici per provare ad essere e restare magri.
 
La televisione ha una grossa influenza sui giovani. Essi sentono che devono apparire come i modelli proposti nei vari spettacoli. Molte showgirls che vediamo in TV si sottopongono continuamente ad interminabili esercizi fisici e si privano della corretta nutrizione al fine di mantenere il loro aspetto. Molte ricorrono alla chirurgia plastica.
 
La società sta letteralmente facendo il lavaggio del cervello ai giovani per inculcare loro la convinzione che essere magri è importante e necessario.
 
Prodotti dietetici ed integratori compaiono continuamente sui nostri schermi e ci assicurano che, una volta che avremo perso peso, saremo felici.
 
Ogni mese nasce una nuova dieta che promette di mettere fine a tutte le diete.
Che ne è stato delle diete dei mesi scorsi che promettevano la stessa cosa?
 
Stare a dieta è diventata per molti una vera ossessione. Ogni anno si spendono somme enormi di denaro per tentare di diventare come la società ci dice che dovremmo essere.
 
Se le diete funzionassero davvero, perché mai allora ce ne dovrebbero essere così tante? Il motivo per cui il mese prossimo uscirà una nuova dieta, è perché quella di questo mese non ha funzionato.
 
La verità è che LE DIETE DIMAGRANTI NON FUNZIONANO.

Non appena ti metti a dieta, stai mettendo le basi per il fallimento.

Oltretutto, molte delle diete proposte sono dannose. Esse privano il corpo dei nutrienti di cui ha bisogno per sopravvivere e possono determinare problemi di salute.
 
Attenzione però a non colpevolizzare esclusivamente l’industria delle diete dimagranti e della moda se  la nostra società è ossessionata dalla magrezza. Siamo noi a tenere in piedi il suo business cercando di ottenere quell’immagine ideale.
 
Permettiamo a noi stessi di credere a tutte le bugie che ci sommergono continuamente. Siamo noi che compriamo le loro riviste, i loro libri di diete e i loro prodotti nella speranza che, questa volta, funzionino.
 
Gettiamo via i nostri soldi cercando inutilmente di uniformarci agli standards che la società decide per noi.
 
Preparati a spendere un mare di soldi nella ricerca della dieta dimagrante perfetta e preparati a non trovarla. 
NON ESISTE!
 
È un vero peccato che, oggigiorno, le persone abbiano dimenticato che quello che conta è il contenuto e non il contenitore.

Dobbiamo iniziare ad apprezzarci ed accettarci l’un altro per quello che siamo, non per quello che sembriamo.

La prossima volta che stai per iniziare un’altra dieta perché ti senti troppo grassa, fermati e iscriviti ad un corso di autostima. Sono soldi spesi meglio.

Se impariamo ad amarci ed accettarci, inizieremo anche ad amare il nostro corpo. Indipendentemente dalla taglia.
 
Gli adulti devono insegnare ai bambini ad essere fieri per quello che sono. Dobbiamo insegnare loro che esistono persone di tutte le forme e dimensioni e che tutte devono essere accettate per quello che sono. I genitori devono insegnare ai figli il valore di una alimentazione sana e non trasmettere il messaggio che sia importante essere magri.
 
Sempre più bambine, al di sotto dei dieci anni, sono ossessionate dalla dieta e dal loro corpo. Hanno paura di diventare grasse. E questo non lo imparano solo dalla pubblicità, lo imparano dai genitori. Se vedono le loro madri costantemente a dieta, inizieranno a credere che anche loro devono essere magre.
 
Ancora una volta, vorrei insistere sul fatto che le diete dimagranti non funzionano.
Tre pasti sani al giorno, un paio di merende e un moderato esercizio fisico consentiranno al tuo corpo di assestarsi al giusto livello.
 
Ricorda che nessun cibo può farti ingrassare se lo mangi con moderazione.
 
Smettila di comprare riviste di moda e prodotti dietetici e, soprattutto, smettila di credere a tutte le bugie che ti raccontano le industrie della moda e delle diete. Pensa piuttosto ad imparare ad amarti ed accettarti.

Nessun numero su una bilancia o entrare in una taglia più piccola potranno renderti felice.

La felicità può solo venirti da dentro.

Perdere peso con l'Ipnosi

PERDERE PESO VELOCEMENTE O LENTAMENTE?

Perdere peso con l'Ipnosi Medica - Dott. Ferruccio CostaPerdere peso e conservare il risultato raggiunto è molto, molto più facile di quanto probabilmente pensi.

Il modo più sano di perdere peso non è il modo più veloce di perdere peso.  Le diete drastiche, i moderni piani dimagranti e l’aumento drastico di esercizio fisico non sono assolutamente raccomandati e la maggior parte dei medici considera pericolosi questi approcci.

Hai mai avuto la sensazione che l’intero affare della perdita di peso sia un’enorme bugia? Tu perdi pesi - tu lo riacquisti. E ogni volta ti senti sempre più miserabile!

Molte persone, quando fanno un bilancio di tutti i loro tentativi di dimagrire, trovano che nel tempo in realtà sono ingrassati. Che contraddizione!

Suona in qualche modo familiare anche a te?

Vuoi sapere il vero segreto?

Le persone che sono felici col loro peso e mantengono un peso stabile in realtà non fanno alcun tentativo. Esse semplicemente fanno le cose in un certo modo. La formula per il successo è davvero facile ed è la formula che si usa continuamente. Sta tutto nelle abitudini.

Vuoi smettere di girare in tondo cercando di spezzare le tue vecchie abitudini? Il motivo per cui l’ipnosi è uno strumento così potente per perdere peso è che può aiutarti a costruire nuovi abitudini più sane. E questo è l’ideale per perdere peso in modo semplice e naturale.

 

PERDI PESO E CONSERVA IL RISULTATO! Il segreto per perdere peso in modo semplice e permanente

L’Ipnosi Medica può aiutare nella perdita e nella gestione del peso in molti modi:

  • Sviluppa una nuova immagine di sè. Vediti nel futuro dopo aver perso peso e costruisci il risultato che desideri.
  • Insegna ad essere più rilassati nei riguardi della perdita e della gestione del peso. Lo stress è spesso un fattore negativo presente nei cattivi programmi dimagranti.
  • Interrompe la focalizzazione dell’attenzione su quello che c’è di negativo e sul fatto di dover dimagrire. Aiuta piuttosto a far guardare avanti verso la realizzazione degli obiettivi.
  • Crea una profezia auto-realizzantesi. In altre parole, porta la persona a sentirsi bene con se stessa. Questo aiuta a perdere peso e perdere peso aiuta a sentirsi ancora meglio con se stessi  aumentando la fiducia nei confronti di quello che si può raggiungere. Tutto questo diventa un circolo positivo che si alimenta e continua a girare. Molte persone aspettano di aver perso peso per sentirsi bene con se stesse. La cosa interessante è che, appena inizi a star meglio con te stesso, perdita di peso, salute e felicità spesso arrivano automaticamente.

 

INFORMAZIONI GENERALI SULLA PERDITA DI PESO

L’ipnosi può essere di aiuto portandoti a superare gli ostacoli inconsci che ti impediscono di perdere peso e di mantenere il peso raggiunto dopo una dieta di successo. Tu sai benissimo che mangiare troppo non è quello che desideri e sai anche che l’esercizio fisico e una dieta adeguata sono fattori importanti. Tuttavia qui non si tratta di quello che sai a livello razionale, ma piuttosto di rieducare la parte inconscia della tua mente. Ecco perché l’Ipnosi è uno dei modi più naturali per perdere peso.

Capire cos’è l’Ipnosi, e soprattutto cosa non è, ti aiuterà a cogliere una connessione più chiara tra la mente ed il tuo peso. Tutti sanno che per perdere peso bisogna mangiare meno e muoversi di più. È anche ampiamente dimostrato che la dieta da sola non funziona sul lungo termine. Le statistiche dimostrano infatti che le diete sono destinate ad un fallimento quasi certo. Esse possono talvolta essere utili per far perdere qualche chilo prima in vista di un’occasione importante ma, per mantenere un peso sano nel tempo, bisogna pensare a tutto questo in modo diverso. C’è bisogno di sviluppare nuove abitudini e rompere le vecchie associazioni (il modo più semplice per fare questo è, ovviamente, costruire nuove associazioni positive).

Le diete sembrano incoraggiare le persone ad adottare due convinzioni molto forti. Innanzitutto chi si sottopone ad una dieta si costruisce l’immagine di un futuro in cui si obbliga a fare qualcosa che non vorrebbe fare. E, in secondo luogo, si convince che sia qualcosa di molto difficile. I moderni approcci al cambiamento, tra cui l'Ipnosi Medica, affrontano in modo molto serio entrambe queste convinzioni limitanti. La gestione del peso può essere semplice come quella di molte altre abitudini.

L’ipnosi lavora ad un livello inconscio per aiutare il paziente a raggiungere lo stato mentale necessario per perdere peso. Finché non sei genuinamente disposto a fare i cambiamenti l’obiettivo appare molto difficile da raggiungere. Una soluzione, quindi, è ricorrere all’aiuto di un Ipnoterapeuta.

Immagina come sarà quando sarai abituato a pesare meno...

 

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