HomeIPNOSI E FUMOTutte le scuse del fumatore

Tutte le scuse del fumatore

Se hai letto le pagine precedenti, è assolutamente normale che tu, a questo punto, stia pensando «OK, la dipendenza dal fumo non esiste, la sindrome da astinenza non esiste, ma allora perché io fumo come un turco, vorrei smettere e non ci riesco?».

I non-fumatori spesso non riescono a capire perché i fumatori spendano una fortuna per riempire i propri polmoni di fumo velenoso.

Ti è mai capitato che qualcuno ti chiedesse «ma tu perché fumi?».

Personalmente ho rivolto la stessa domanda a centinaia di fumatori, e le risposte che ho ottenuto sono più o meno sempre le stesse. Vediamo assieme le più frequenti:

 

“Fumo per scelta”

Si tratta di un‟altra delle grandi illusioni dei fumatori. Se chiedi a qualcuno quando ha “scelto” di iniziare a fumare, probabilmente ti racconterà della sua prima sigaretta. Ma se chiedi a qualcuno di descriverti la sua prima sigaretta, quasi sicuramente ti dirà che è stata un‟esperienza spiacevole, che magari gli ha procurato il voltastomaco o scatenato un attacco di tosse.

Tu riesci a ricordare la tua prima sigaretta? Prova a tornare alla prima volta che hai fumato. Chiudi gli occhi, se ti può essere di aiuto. Immaginati nella scena della prima volta: dove ti trovi? All‟aperto o al chiuso? Da solo o in compagnia? C'è luce, penombra o oscurità?  Mentre fumi, sei in piedi, seduto o coricato? Ci sono suoni intorno a te o c'è silenzio? Fai attenzione al gusto di quella prima sigaretta ...

Com‟è possibile che qualcuno, dotato di un barlume di lucidità mentale, “decida” di proseguire in una pratica che l‟ha disgustato?

La verità è che è bastata quella prima sigaretta a farti cadere in una trappola micidiale. Quella prima sigaretta ti ha provocato un vuoto, che tu hai dovuto colmare con una seconda e poi una terza e poi una quarta ... fino ad oggi. Quanto tempo è passato da quella volta?

Sei consapevole, vero, che non hai scelto proprio niente?

Come racconta Allen Carr nella sua ultima opera Scandal, di solito sono gli insetti che mangiano le piante. Esiste però una particola specie botanica che va controtendenza. Si tratta di una pianta carnivora dotata di fiori a forma di brocca che emanano un aroma che gli insetti trovano irresistibile. Il profumo deriva da un delizioso nettare viscoso che ricopre la superficie interna del fiore. Quando l'insetto si avvicina ed inizia a banchettare affondando le zampe nel nettare, sembra non far caso al fondo della brocca, dove galleggiano altri insetti morti in vario stato di digestione. Questo da solo dovrebbe bastare a farlo desistere dal suo intento, ma è talmente attratto da quella delizia, che non se ne cura. D‟altra parte perché mai dovrebbe? Ha le ali e, quando è pienamente soddisfatto, può volare via .... Ma, intanto, non si accorge che, con movimenti impercettibili, si sta muovendo in un‟unica direzione: verso il basso!
Quando è finalmente sazio, l‟insetto prova a volare via, ma il nettare che gli imbratta le zampe e le ali è troppo pesante e appiccicoso. Più si dimena e più peggiora la sua situazione. Intanto la pianta sta chiudendo inesorabilmente le pareti della brocca ... Un altro insetto è finito nella trappola.

Ora ti chiedo: in quale momento dell‟intera vicenda, secondo te, l'insetto è caduto in trappola? Quando ha provato a volare via o quando, all'inizio, si è avvicinato e ha voluto provare il gusto del nettare insidioso? La sua rovina è stata quella di credere di avere il controllo sulla pianta, mentre è stata la pianta ad avere il controllo su di lui.

Allo stesso modo, tu sei caduto nella trappola nel preciso istante in cui hai deciso di provare. Ecco cosa hai veramente deciso tu: provare la prima sigaretta, non certo fumare per tutto questo tempo!

“Fumo perché mi piacciono il gusto e l’odore del tabacco”

Non raccontarti delle palle, sai benissimo che non è vero. Immagina per un attimo di essere il Creatore: qua- le sistema inventeresti per proteggere le tue creature dalle sostanze velenose? Il gusto e l‟olfatto sarebbero i sistemi più semplici ed efficaci: se una cosa ha un buon profumo ed un buon sapore vuol dire che è buona, se è disgustosa e puzza vuol dire che è velenosa ed è meglio starne alla larga. il nostro sistema funziona proprio così. Pensa alla frutta: quando è perfettamente matura, ha un aspetto, un profumo ed un gusto estremamente gradevoli. Se però la lasci marcire, avrà un aspetto di marcio, una consistenza di marcio, un odore di marcio, un gusto di marcio. Tutti segnali che ci invitano a starne alla larga. Ma se, incuranti dei nostri sensori di protezione, noi introduciamo comunque qualcosa di disgustoso, comunichiamo al nostro cervello che non possiamo farne a meno. In pratica è come se dicessimo: «caro cervello che cerchi di proteggermi, tu fai il tuo lavoro, ma io non posso fare a meno di questa schifezza. Vedi di fartela andare bene!». E cosa fa il nostro cervello? Obbedisce, e fa il sordo alle sensazioni sgradevoli che derivano da quella sostanza.

Il fumatore impara così a bloccare la sua mente per non percepire il cattivo gusto e odore della sua “dose” e poi arriva a credere che sia di suo gradimento, cadendo nella trappola da lui stesso creata.

“Fumo per passatempo e perché mi dà dei vantaggi”

Secondo me questa è una delle più assurde! Ma quale passatempo può essere, se sei costretto a farlo, non vorresti mai aver iniziato e vorresti non farlo più.

E magari hai gia provato un sacco di volte a smettere, ma continui a fumare perché hai fallito nei tuoi tentativi.

Certo, se una cosa dà dei vantaggi, sarebbe buona norma consigliarla ad altre persone. Tu hai mai conosciuto un fumatore che abbia fatto di tutto per convincere i suoi figli o i nipoti ad iniziare?

“Fumo perché mi aiuta a combattere lo stress”

Come hai già capito, lo stress è uno dei sintomi che ti provoca la sigaretta se non te ne accendi subito un'altra appena ti arriva la sensazione di vuoto. Quindi, da fumatore, sei sempre soggetto a questo tipo di stress. Chiamiamolo, per riconoscerlo, stress1.

Ammettiamo che tu attuale fumatore, munito dell'immancabile stress1, ti trovi assieme ad un non- fumatore in una situazione problematica che procura ad entrambi uno stress. Chiamiamo questo stress ambientale esterno stress2. Chi dei due sarà agevolato in questa situazione? Il non-fumatore che deve gestire il solo stress2 o tu che dovrai affrontare stress1 + stress2 ?

Tu sarai allora obbligato a fumare, con l'illusione che il fumo ti riduca lo stress. In realtà qualcosa ti riduce, ma solo lo stress1 che lui stesso ti procura. E nemmeno te lo toglie del tutto ...

“Fumo perché mi placa la noia”

Secondo me a questa motivazione potresti ormai controbattere da solo.

Hai imparato che se fai qualcosa di interessante è facile che nemmeno ti venga in mente di fumare, mentre se ti annoi è più facile che avverti il senso di vuoto che il fumo ti ha procurato. Quindi, se quando non sai cosa fare ti accendi una sigaretta, non è vero che elimini la noia, ma elimini il senso di vuoto. Sarebbe sufficiente che tu occupassi la tua mente in qualche attività, che subito diventeresti insensibile a quel richiamo.

Non solo il fumo non elimina la noia, ma è vero l'opposto: la sigaretta, contenendo la nicotina che è un tossico, ti rende meno attivo e ti porta a trascorrere del tempo a fumare (per eliminare il senso di vuoto che ti ha procurato).

Pensa ad un custode di un museo, in una soleggiata giornata estiva, che da ore non vede un‟anima perché sono tutti alla spiaggia. Fa caldo ... sbadiglia ... gli si chiudono gli occhi ... sbadiglia ... si accende l‟ennesima sigaretta... sbadiglia ...

Sei davvero convinto che la noia svanisca col fumo?

 

“Fumo perché mi aiuta a concentrarmi”

Ogni fumatore, durante tutta la sua giornata, subisce una costante distrazione da parte del senso di vuoto provocato dalla nicotina.

Mentre un non-fumatore può concentrarsi sulle attività che sta svolgendo, il fumatore è continuamente distratto dal bisogno di fumare. Se vuole eliminare questa distrazione, e riuscire a concentrarsi, è costretto a fumare.

La verità è che la sigaretta non ti aiuta a concentrarti, ti distrae continuamente e, quando la fumi, ti toglie la distrazione che ti hanno procurato le precedenti.


“Fumo perché mi rilassa”

Questa è proprio la risposta più curiosa! Riesci a figurarti una persona più schizzata di un fumatore mentre litiga, che accende una sigaretta dietro l'altra, con la pressione alta per colpa del fumo, che magari non riesce a smettere di tossire per la rabbia?

Non ci riesci? Ti aiuto io. Prova a rubare il parcheggio, davanti al tabaccaio con la seracinesca a metà, alle sette e mezza di sabato sera, ad un fumatore che sta fumando l‟ultima sigaretta del suo ultimo pacchetto ..!

Come vedi, tutte le motivazioni del fumatore non sono altro che scuse.

E le stesse scuse vengono chiamate in causa quando chiedi alla maggior parte dei fumatori perché non si decidono a smettere. Ecco la risposta:

«perché è una mia scelta consapevole, perché mi rilassa, perché mi piace il gusto, perché mi aiuta a concentrarmi, perché mi placa la noia»

Vuoi smettere di raccontartela?

Tu finora non hai smesso perché avevi paura!!!

Avevi paura, rinunciando alla sigaretta, di perdere qualcosa che ti piace, che ti serve a ridurre lo stress, che ti plachi la noia, che ti aiuti a concentrarti e che ti rilassi.

Ma ormai hai capito che non hai nulla da perdere perchè la sigaretta non ti dà niente, anzi ti toglie. Finora hai associato più dolore al'idea di smettere piuttosto che all'idea di continuare con un vizio che ti sta logorando.

Se hai già deciso chiama il 3401770055

ti risponderò personalmente e potrai prenotare un incontro con me per capovolgere questa situazione, associare dolore all'idea di fumare anche solo una sigaretta e associare piacere all'idea di tutto quello che guadegnerai dal preciso istante in cui smetterai.

Se vuoi saperne di più prima di decidere, prosegui nella lettura.

Joomla templates by Joomlashine

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti